Archive for marzo, 2010

Hai la radio accesa? Devi pagare

h1 venerdì, marzo 12th, 2010

da Repubblica.it.
Applicata una legge che risale al 1941: impone il pagamento sulla base delle misure del locale pubblico
di ERNESTO ASSANTE
ROMA – Bar e ristoranti, chiese e palestre, devono fare attenzione: ogni volta che nelle loro sale accendono una radio e questa radio trasmette musica, il gestore dell’esercizio deve pagare i diritti ai discografici. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano che ha condannato il gestore di un bar per aver diffuso nel locale musica attraverso una radio senza aver corrisposto i compensi dovuti per legge ad artisti e produttori discografici attraverso Scf, il consorzio che rappresenta le etichette (sia major che indipendenti) nella gestione dei diritti discografici.

La battaglia tra i produttori di dischi e commercianti è iniziata da quando la Scf ha deciso di entrare in campo per riscuotere quelli che vengono definiti “diritti connessi”, ovvero i diritti che competono alle aziende produttrici di dischi per l’uso dei loro supporti, diritti che fino a qualche anno fa non venivano riscossi. Gli esercenti hanno immediatamente protestato, soprattutto perché molti di loro per la musica che usano nei loro esercizi già pagano i diritti d’autore alla Siae e non capiscono perché versare un altro compenso alle case discografiche.

In realtà c’è una legge del 1941 che stabilisce che i “diritti connessi” vadano pagati a seconda dell’ampiezza del locale e la Scf si è limitata a richiederne l’applicazione. C’è chi si è opposto al pagamento, come Confesercenti, Cna, Confartigianato, altre associazioni di categoria hanno invece trovato con la Scf degli accordi riuscendo anche a guadagnare degli sconti rispetto alle tariffe (tra i 70 e i 600 euro all’anno) richieste. Nel 2009 sono stati oltre 20.000 i bar e i ristoranti, più di 15.000 alberghi e altrettanti esercizi della grande distribuzione organizzata, 5.000 negozi di abbigliamento, che hanno aderito alle proposte della Scf, cercando di restare in linea con gli accordi che in questi anni ha già raggiunto con le organizzazioni di categoria come la Confcommercio, la Fipe, la Federdistribuzione, la Federalberghi, la Federmoda e la Confcooperative.

La Scf è andata avanti per la sua strada, chiedendo i soldi anche alle chiese e agli oratori, trovando un accordo con la Cei e ottenendo il pagamento dei diritti connessi da oltre 3000 parrocchie italiane, e sta allargando ancora il campo del suo intervento, convinta che la musica d’ambiente, anche se trasmessa da una radio accesa nel locale, sia un modo non solo di intrattenere i clienti ma di attrarne addirittura di nuovi, “con evidenti benefici in ambito commerciale ed economico”, come sottolinea in un comunicato. Attualmente la Scf da bar, ristoranti, alberghi raccoglie poco più di 17 milioni di euro all’anno, ma i controlli non hanno ancora raggiunto tutte le realtà imprenditoriali.

Il Tribunale di Milano ha imposto al gestore del bar milanese il pagamento della tariffa annuale dovuta alla Scf, poco meno di settanta euro, considerandola di particolare favore. Ma ai settanta euro se ne sono aggiunti però ben 2.400 di pagamento delle spese processuali

hit the 2009 hits by goju

h1 giovedì, marzo 11th, 2010

da subnav.com

01. parov stelar – hurt / etage noir
02. grain zero – your love / loop department
03. frohlocker – hipbrass / galopp
04. una mas trio – mas y mas / agogo
05. pitch & scratch – last exit funk / legere
06. coolhurst – bamba gas coin / nana
07. una mas trio – ritmo del futuro / agogo
08. makala – cartoon tune / lovemonk
09. analogik – gypsie doodle / jenka music
10. kormac – show time / scribble
11. nekta – listen / infracom
12. rube – something new / jazz & milk
13. parov stelar – the mojo radio gang / etage noir
14. james brown – mind power (regrooved by basement freaks) / good groove
15. glam sam and his combo – shaken / lemongrassmusic
16. atfunk – urban fiction / kraak
17. azaxx – groucho / tru thoughts
18. mexican institute of sound – te quiero mucho / cooking vinyl

bonus mix – gimme the 2009 edits

01. sir jarvis – hit the bang / badass 45
02. messengers – paradise / messed
03. lucy & floyd – gimme the edit /
04. daytoner – little wonder / wack
05. chic – i want your love (todd terje edit) / (white)
06. sir jarvis – stubborn son of marvin / badass 45
07. setenta – sweet dreams / hot casa
08. uptown funk empire – you’ve got to have freedom (patchworks remix) / favorite
09. wicked lester – gay with an e / muto
10. scott down & dj cutler – ultimate breaks & treats / lo do
11. nice up! – groove is in jah heart / nice up
12. baby charles – hardman to please (grant phabao remix) /
13. dj vadim – soldier / bbe
14. the p.t.a. – two sides of sympathy (greg wilson edit) / reactivate
15. nouvelle vague – master & servant / peacefrog

more @ myspace.com/mrgoju ~ migrations radio
Download

afrobangers vol 1 by danny massure

h1 lunedì, marzo 1st, 2010

from subnav.com.

afrobeat flavored breaks and house

01) flevans – hold no water – tru thoughts
02) euforquestra – ogun (danny massure remix) – promo
03) dj enne – road to gambara – innvision
04) timewarp inc. – afro funk instrumental – timewarp
05) aiff – akwaaba (disler instrumental remix) – unique
06) ed royal – free your soul (danny massure remix) – innvision
07) basement freaks – world fiesta (danny massure remix ft. ticklejunk horns) – innvision
08) brownout – african battle (hydro remix) – freestyle
09) chico mann – estan llamando – wonderwheel
10) pulp fusion – deeper in my soul (danny massure dub) – pig balls
11) zamali – famous butt (umbo & balatz remix) – timewarp
12) basement freaks – road trip to lagos – innvision
13) danny massure – rock the afro (kinskis daktari child remix) – spring strut
14) basement freaks – lauryn beat – bootie
15) kokolo – africa man (diesler remix) – freestyle
16) dj romain – opposite – nu faze
17) tortured soul – did you miss me (danny massure afro remix) – promo
18) blue man group – canta conmigo (nickodemus afrohouse inst remix) – blue man
19) samhila & the sb’s – natural points (fischer p. remix) – afrodisiac
20) lonesome echo production – spirit of drums (sumo afrobounce remix) – disorient
21) dennis ferrer – dem people go (dfs kicked out mix) – nite grooves
22) salif keita vs. martin solveig – madan – defected
please support these artists – buy their music, tell your friends!

more @ myspace.com/dannymassure

to download: pc – right click and save target as. mac – CTRL click and save link as

L’equo compenso torna in Parlamento

h1 lunedì, marzo 1st, 2010

da Punto Informatico

Interrogazione parlamentare sul decreto che estende il raggio dei dispositivi su cui bisogna pagare il compenso per copia privata. Mentre si attende il parere della Commissione Europea sul ricorso di Altroconsumo

Roma – Di nuovo in Parlamento il dibattito sul Decreto firmato dal Ministro Bondi che estende l’equo compenso ai dispositivi di archiviazione di ogni tipo, comprese pennette e telefonini. In attesa del parere della Commissione Europea.

L’interrogazione parlamentare è stata presentata da Giovanna Melandri, in particolare è stato chiesto cos’è stato previsto di fare “per evitare che il costo dell’equo compenso ricada, in ultimo, sugli utilizzatori finali di prodotti tecnologici”.

La risposta del Governo è stata affidata al sottosegretario Francesco Maria Giro e non sembra aver specificatamente affrontato l’ordine della questione, su chi ricadranno i costi, ma si è tornati su alcuni elementi.

“Il predetto compenso non è da considerare come una tassa incamerata dallo Stato – ha sottolineato Giro riprendendo un precedente intervento del Ministro Bondi – ma un compenso che va a soggetti privati con il quale s’intende riconoscere quanto dovuto ai creatori delle opere dell’ingegno per il mancato acquisto dei supporti originali contenenti brani musicali, film e opere delle arti visive”. La questione semantica è d’altronde un punto di particolare importanza per definirne la natura tributaria, che la farebbe ricadere nella riserva di legge secondo cui non può essere adottata via decreto e che porrebbe dei problemi, come sottoposto da Altroconsumo alla Commissione Europea, circa la disciplina degli aiuti di stato.

Il Governo ha poi voluto specificare che non si tratta della “determinazione del compenso” ma esclusivamente della sua “rideterminazione”, dal momento oggi viene già corrisposto, e mancavano solamente – nonostante il disposto normativo – i corrisposti diritti in relazione ai prodotti delle nuove tecnologie che ora “pure hanno una idoneità a riprodurre opere intellettuali”.

Un altro punto è quello del rapporto tra equo compenso e pirateria. “Oltre a garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli interessi delle varie categorie di produttori e degli utenti del settore – ha argomentato Giro – rappresenta un valido strumento di tutela delle opere letterarie, artistiche e scientifiche”, facendo esplicitamente un parallelo tra equo compenso per copia privata e lotta alla pirateria.

Il ragionamento, tuttavia, legittimerebbe – spiega il responsabile Relazioni Istituzionali per Altroconsumo Marco Pierani – il copiare materiale protetto da copyright senza averne il diritto (che resta invece penalmente sanzionabile): mentre “ha l’esclusiva funzione di compensare i titolari del danno subito per le copie private legittime”.

Claudio Tamburrino

Musica digitale, chi scende e chi sale

h1 lunedì, marzo 1st, 2010

da Punto Informatico.
Ancora stime in negativo per le vendite di contenuti musicali formato CD: decine di milioni di consumatori non comprano più. Qualche speranza arriva dal parziale ritorno di fiamma degli album. Dubbi sui servizi digitali gratuiti
Roma – Le ultime stime della società di analisi NDP Group sullo stato di salute del mercato musicale in mano alle major non lascia adito a dubbi: nel giro due anni (2007-2009) il numero complessivo di persone che investe in acquisti si è ridotto di 24 milioni. Giù anche il P2P, mentre i servizi digitali offrono qualche conferma e molti dubbi sulla validità di certe modalità di fruizione fornite oggidì ai consumatori.

Secondo i dati NDP presentati in occasione del Digital Music Forum, il settore più colpito dall’emorragia di utenza pagante è quello dei CD (meno 33 milioni). Gli acquirenti di musica in formato digitale online sono in crescita, ma non abbastanza da mitigare gli effetti dell’emorragia dei supporti ottici inventati da Philips negli anni ‘80.

Incassata la fotografia già nota del declino inesorabile del tradizionale modello di business delle grandi sorelle (Sony, UMG, Warner, EMI), la platea del forum sulla musica tenutosi a New York ha avuto modo di registrare anche qualche buona notizia riguardante lo scenario generale: tra il 2007 e il 2009 lo sharing di contenuti musicali a mezzo P2P si è ridotto del 6%, segno del fatto che l’illegalità non ha ancora soppiantato del tutto i vecchi modelli di distribuzione e i servizi online a pagamento cominciano a fare presa su una parte dei condivisori.
E gli album, da sempre formato prediletto di espressione musicale e dell’impresa commerciale, registrano un aumento di richiesta in digitale: NDP concorda con Nielsen sul fatto che i consumatori di musica tendano, sul lungo periodo, a prediligere progetti di più ampio respiro rispetto alle tracce singole messe in vendita in maniera disomogenea rispetto al resto del catalogo di un artista.

I servizi online capaci di portare a un aumento sostanzioso di vendite in digitale (+41%) sono le Internet radio come Pandora, dice NDP, mentre i portali gratuiti che offrono musica in streaming a piacimento dell’utente come Spotify scoraggiano l’acquisto pesando dunque in negativo sul business delle major. Il dato fa il paio con l’intenzione espressa da Warner di abbandonare gli streaming free, e a questo punto l’atteso lancio di Spotify in Nordamerica potrebbe anche subire una battuta d’arresto.

Luci e ombre, insomma, per i servizi musicali in formato digitale, ma c’è chi è ancora pronto a scommettere sulla loro validità e in particolare ad investire 10 milioni di dollari in MOG. Il servizio, basato su sottoscrizioni a pagamento, dice di essere diverso da Spotify e soprattutto di poter convertire il 17% degli utenti che sottoscrivono il periodo di prova gratuito in consumatori paganti.

A margine dell’impero della musica statunitense, Niensen Soundscan ha comunicato anche i dati riguardanti la kermesse nazionalpopolare di San Remo e l’andamento delle canzoni che hanno partecipato alla gara. FIMI parla di un vero e proprio “boom di download” (+164%) rispetto all’anno scorso, con un traino positivo anche sulle vendite dei CD per gli artisti esibitisi durante la manifestazione.

Alfonso Maruccia

Istantanee dal diritto d’autore che verrà

h1 lunedì, marzo 1st, 2010

da Punto Informatico

Equo compenso e libere utilizzazioni, Legal Bay e Creative Commons. Un seminario dell’Università di Bologna fa il punto sul diritto d’autore in rete. Con molti temi aperti e poche certezze
Bologna – C’era una volta il sistema del diritto d’autore. Era un sistema ordinato, con regole più o meno chiare, giurisdizioni precise ed un perimetro ben definito da presidiare. Poi quel regime è andato in crisi, scosso fin dalle fondamenta da un combinato di fenomeni tecnologici e sociali – bande larghe, social media, smartphone e tutto il resto – che ne hanno sfidato i capisaldi e scompigliato il campo d’azione. Ma dire crisi, spiegano i giuristi riconoscendo il problema, non significa dire superamento del diritto d’autore. Significa invece che gli istituti e le soluzioni tradizionali devono essere adeguate al nuovo panorama, e le misure a tutela degli autori ricalibrate rispetto ai problemi emergenti. Salvo che, quando si tratta di tradurre tali intenzioni in iniziative concrete, gli stessi addetti ai lavori faticano a trovare soluzioni condivise.

È questa la fotografia che si ricava dallo workshop su “Diritto d’Autore in internet”, organizzato lo scorso 19 febbraio nel quadro del ciclo di Incontri su Diritto e Innovazione Tecnologica dell’Università di Bologna. Durante la giornata si è parlato tra l’altro di distinzione tra “pirateria commerciale” e “pirateria altruistica”, di responsabilità degli intermediari, di Decreto Bondi ed equo compenso per la copia privata. Ma i due relatori – Ferdinando Tozzi, giurista esperto del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore e Paolo Agoglia, Direttore dell’Ufficio Legislativo della SIAE – e la stessa ideatrice del seminario Giusella Finocchiaro hanno provato anche ad andare oltre i singoli nodi problematici, allargando il quadro all’(in)adeguatezza complessiva del diritto d’autore vigente ed alle sfide emergenti proposte dagli spazi di rete.
Read the rest of this entry »