Archive for ottobre, 2009

SIAE si paga. Sempre

h1 sabato, ottobre 31st, 2009

Intonare canti di montagna a una riunione di ultranovantenni ha un prezzo. È quello che hanno scoperto alcuni membri del Circolo Pensionati ed Anziani di Predazzo, in Trentino-Alto Adige, mentre nel corso di una festa si sono visti recapitare la fattura della SIAE, emessa da un funzionario della collecting society italiana.

“Devono solo vergognarsi” ha commentato il presidente dell’associazione, Arturo Boninsegna, cui è toccato aprire il portafogli e versare 41,32 euro, il prezzo richiesto da SIAE agli arzilli signori impegnati a cantare accompagnati da una fisarmonica.

Poche settimane fa ASCAP, omologa statunitense di SIAE, aveva richiesto le royalties per i brani musicali che, tramutati in suonerie per cellulari, risuonavano per strada costituendo, secondo i responsabili della collecting society, una vera e propria esibizione live. Tale proposta è stata poi bocciata da una corte USA.
Giorgio Pontico
da Punto Informatico.

funk from the trunk vol 1 by powercut

h1 giovedì, ottobre 29th, 2009

Promo mix della serata “Funk from the Trunk” di Bristol (UK)

Buon Ascolto!

Download

01 the killer meters – just kissed my baby [scenario]
02 cookin’ on 3 burners feat. kylie auldist – settle the score [freestyle]
03 boca 45 – airdrums [grand central]
04 lazy habits – even out [run & jump]
05 lefties soul connection – paul newman [mpm]
06 the haggis horns – hot damn [first word]
07 powercut – triple thinkin’ [fftt]
08 lefties soul connection – organ donor (hawkeye hyphy edit) [mpm]
09 boca 45 – boca breakdown [grand central]
10 the impellers – be ready [freestyle]
11 smoove & turrell – don’t go [jalepeno]
12 lefties soul connection feat. flomega – have love will travel [mpm]
13 lefties soul connection – code 99 [mpm]

more @ myspace.com/funkfromthetrunk
artwork by funk from the trunk

from subnav.com – share your mix!.

Shakira: la musica è dono

h1 lunedì, ottobre 26th, 2009

“La musica è un dono. Ecco cosa dovrebbe essere, un dono”: parola di Shakira, la più famosa musicista colombiana di sempre, che dice la sua nel dibattito in corso sulla distribuzione dei contenuti. La sua è una posizione morbida, che non vede problema alcuno nel file sharing (anche illegale): una posizione condivisa da altri artisti, uno su tutti lo scrittore brasiliano Paulo Coelho, e che vede invece un fronte opposto formato da colleghi, dalle etichette discografiche e dai detentori dei diritti in generale.

“Mi piace quello che sta accadendo” aggiunge Shakira intervistata dal tabloid Daily Mail, riferendosi al P2P e alla circolazione della musica su canali diversi da quelli tradizionali e ufficiali: “Mi fa sentire più vicina ai fan e a coloro che amano la musica”. In un certo senso, prosegue, il file sharing è “la democratizzazione della musica”: un concetto che probabilmente troverebbe d’accordo i Radiohead e Nine Inch Nails, non altrettanto altri artisti come Lily Allen.

Quest’ultima meno di un mese fa era stata protagonista di una accesa polemica nata con le proposte del Governo britannico che strizzavano l’occhio alla dottrina Sarkozy e al rapporto tra sharer e detentori dei diritti: una polemica sfociata in una pesante battaglia a suon di blog, commenti sugli stessi e accuse reciproche di scorrettezze. Alla fine, dopo aver chiuso il blog, Allen si è definitivamente staccata da tutti i canali di comunicazione online con i suoi fan: ivi compreso Twitter, dove il suo ultimo intervento risalente al 28 settembre recita “Sono una neo-luddista, addio”.
A quanto pare, la decisione di mollare di punto in bianco la tecnologia sarebbe dovuta a una richiesta del fidanzato piuttosto che a un rigurgito delle polemiche settembrine: geloso del tempo dedicato dalla cantante al Web e ai social network, l’ha affrontata e convinta a mettere da parte MacBook, Blackberry e tutto il resto. Secondo quanto da lei stessa dichiarato ai tabloid, si limiterebbe a utilizzare il telefono fisso e un vecchio cellulare: quest’ultimo, comunque, solo all’interno delle mura domestiche.

Tornando a Shakira, il Mail ha sentito un altro paio di colleghe che sostengono (almeno in parte) le tesi dell’artista sudamericana: la statunitense Norah Jones spiega che, in qualunque caso, “se la gente ascolta la mia musica sono felice”. Jones non si spinge fino a urlare steal my album come fatto dai NIN o dai System of a Down, ma ribadisce che “è fantastico che molti giovani che non hanno molti soldi possano ascoltare musica e entrare in contatto con le novità”.

Più pratica la canadese Nelly Furtado: “Se ami la musica, finirai per farla comunque” spiega a chi teme che il file sharing possa far calare gli investimenti delle etichette nello scouting dei giovani. “Troverai un audience, e magari non farai milioni di dollari – spiega la Furtado – ma farai abbastanza da avere una casa, una famiglia e una macchina”. I tempi, insomma, sono cambiati: occorre adeguarsi.

Luca Annunziata
da punto Informatico.

Musica, una legge per i diritti (d’autore e di tutti)

h1 venerdì, ottobre 16th, 2009

di Antonio Gaudino

Poco meno di dieci anni fa, i giudici della California “liberal” sentenziarono: Napster deve chiudere, perché fuorilegge. Una cosa è certa, all’allora ventenne Shawn Fanning, l’inventore di Napster, prima del famoso accordo con la Bmg, riuscì nell’impresa del secolo, assassinare il copyright e resuscitare il comunismo (per lo meno quello digitale). E’ in atto ormai da anni, il conflitto fra l’era industriale e quella virtuale. Da un’idea semplice, come quella di un banale scambio, è nata una rivoluzione che ha fatto saltare lo strapotere delle major. Non a caso la Bertelsmann (Bmg), prima del verdetto, scese a patti con il “nemico” numero uno, intuendo le potenzialità devastanti che Napster poteva sprigionare nell’immediato presente e nel prossimo futuro. L’idea delle major, prima della sentenza, era quella di farla chiudere, smontare Napster per studiarne la tecnologia e utilizzarla a proprio vantaggio. Si narra fosse questa la soluzione finale. Del resto, la storia dei diritti d’autore è storia antica. Nel 1709 la regina Anna d’Inghilterra introdusse nello Statuto del Regno inglese (colonie comprese) la prima legge mondiale sui diritti d’autore, che fu approvata dalla maggioranza del parlamento. Fino ad allora, i grandi geni dell’arte tutta, mossi dall’esclusiva esigenza di “creare”, non si erano mai preoccupati di affermare la proprietà delle loro opere. Una cosa di cui tutti parlano ancora oggi, politici, discografici e addetti ai lavori in genere, ma a cui a nessuno viene in mente è quella di mettere mano al prezzo (Iva inclusa) dei cd. I venditori di cd pirata e il concetto stesso di Napster hanno alla fine una motivazione comune, i cd costano troppo.

Certo è che a nessuno fa piacere acquistare musica pirata o scaricare musica per masterizzarla su degli anonimi cd-r, un po’ per i sensi di colpa nei confronti del mercato autorizzato e un po’ per la qualità di questi prodotti, che sono scadenti quanto economici, ma è anche vero che per la maggior parte degli acquirenti, giovani tra i 17 e i 25 anni in media, i 20 euro del cd rappresentano una spesa. Lo stato italiano non si è ancora adeguato al 4% d’Iva che l’Europa adotta sulla musica in quanto prodotto culturale; da noi la musica rimane un bene di lusso, e, in quanto tale, soggetta a Iva del 20%. La proposta di legge Veltroni giace in parlamento da anni. Le major vinsero facendo chiudere (o vivere a modo loro) la rivoluzionaria Napster. Gli artisti (anche quelli più sensibili e impegnati) fanno buon viso a cattivo gioco. Le vere vittime di questa new economy erano e sono i ragazzi, e gli acquirenti tutti, che fanno mercato pagando cifre inaccettabili per un bene culturale come la musica.

da Il Fatto Quotidiano n°21 del 16 ottobre 2009

Dark Energy Radio Show

h1 venerdì, ottobre 16th, 2009

Shur-i-kan and Milton Jackson
Presented by Shur-i-kan

[Time] – [Artist] – [Track] – [Label]
00:00 – Johannes Albert – Perfumed Sweetness (Iron Curtis Not About Jazz Version) – Dome Street
5:00 – Sebastian Davidson – Gaze (Soul Minority Deep Mix) – Dark Energy Recordings
12:00 – Robert Babicz – Astor (Shur-i-kan) – Systematik
17:40 – Tony Lionni – Treat Me Right (Jimpster Edit) – Freerange Records
22:30 – Federico Molinari – Party Faktor (Robert Dietz Disco Desafinado Mix) – Tsuba
25:30 – Mario Da Ragnio – Curcuma (Milton Jackson Remix) -
31:20 – Minoi Family – Magical (Rulian Ross Remix) – Minoï music
35:30 – Alex Cellar, Anthea – Down With G.O.D. (Agnostic Fix) – Tuning Spork
40:00 – R Tyme – Use Me (M.K. Mix) – Trance Fusion
44:00 – Chaton – +95 Ahead Session 2.5 (Agnes Rework) – Plak Records
48:20 – Kasper – Just A House Groove – Bloop Recordings
51:30 – Frenchie – Fait Accompli (John Daly Remix) – Antiqua Recordings
57:00 – Tom Trago – Passion (MCDE Remix) – Rush Hour
62:00 – Wax – 20002 – Wax
65:20 – Dannell Dixon – Dance Dance Dance (Hiro Edit) – Nite Grooves

Website: http://www.darkenergyrecordings.com

Podcast enclosure:

http://shurikan.libsyn.com/rss

http://miltonjackson.libsyn.com/rss

Direct download: Dark_Energy_Radio_Show_October_2009.mp3

Dai Nine Inch Nails la guida al successo senza etichette

h1 mercoledì, ottobre 7th, 2009

Sono tempi incerti, specialmente per il business musicale, trarre profitto dalle proprie composizioni svincolandosi da agenti e etichette non è facile per i grandi artisti figuriamoci per i piccoli. Uno però c’è riuscito. Trent Reznor, seguendo l’esempio dei Radiohead, ha pubblicato il nuovo disco dei Nine Inch Nails totalmente in autonomia rilasciando la musica praticamente gratis e confezionando diversi tipi di packaging in modo da guadagnare da tutto ciò che è accessorio alle canzoni. Un modello, gli è stato obiettato, buono giusto per chi come lui è un artista affermato, in grado di disporre di una schiera di fan disposti a pagare per qualsiasi cosa porti il suo nome. In tutta risposta lo stesso Reznor sul suo sito ha stilato un piccolo manuale per orientarsi in questi tempi di crisi musicale e fare a meno delle major.”Nessuno sa cosa fare in questo momento, me incluso” mette subito in chiaro le cose Reznor: si tratta di esperimenti per arrivare ad una nuova sorta di equilibrio se mai questo avverrà, ogni posizione nel business musicale deve essere reinventata “il cambio può essere faticoso e spaventoso, ma ricordate” dice a fan e avventori del sito “se usate internet e siete giovani di sicuro ne sapete di più sui vostri fan di quanto possano saperne agenti e etichette”. Insomma, la vecchia guardia sta morendo e se avete idee tentate!

leggi tutto l’articolo su Wired.it