Archive for dicembre, 2008

Avvisi di Chiamata: Yes Commercial

h1 mercoledì, dicembre 24th, 2008

da Avvisi di Chiamata, sergio messina/radiogladio online .

Le ormai comunissime licenze Creative Commons, frequentemente usate da piccoli (e medi) gruppi o artisti, tra cui molti di voi, per pubblicare la propria musica in rete, forniscono tre possibili articolazioni dei diritti: “Il detentore dei diritti può non autorizzare a priori usi prevalentemente commerciali dell’opera (opzione Non commerciale, acronimo inglese: NC) o la creazione di opere derivate (Non opere derivate, acronimo: ND); e se sono possibili opere derivate, può imporre l’obbligo di rilasciarle con la stessa licenza dell’opera originaria (Condividi allo stesso modo, acronimo: SA, da “Share-Alike”)” (dal sito creativecommons.it). Di tutte queste opzioni in negativo, quella più delicata mi pare quella Non commerciale, e vorrei spiegare perché.

Immaginiamo che io pubblichi un brano con una licenza Non Commerciale, Si a derivati, Share-alike. Questo significa che chiunque può utilizzare anche solo un campione del mio brano, ma deve farne un uso non commerciale, e estendere la stessa licenza al brano risultante. Il problema è che al momento la definizione di commerciale è assai nebulosa, e in futuro non può che peggiorare. Sappiamo tutti che esistono cose gratuite che però non lo sono così tanto, come ad esempio Youtube (che però nessuno considera un sito non commerciale). La musica che c’è su Myspace è gratis, ma è stata messa lì (anche da molti di voi) per ragioni sanamente commerciali: trovare concerti, etichette, etc. E che dire degli sfondi scrivania gratuiti offerti dal sito di Shakira?

Secondo me, il motivo principale che spinge le persone a applicare la regola del NC è psicologico: la gente pensa che la Coca Cola gli fregherà la musica, o che qualche grafico paraculo farà un copia incolla dei loro disegni per rivenderli a McDonalds. E’ chiaro che questo non andrebbe bene, e naturalmente se la Coca Cola si pubblicizza con la mia musica, io devo vedere dei soldi (e, in Europa, autorizzarla espressamente). Però, io penso, non se qualcuno usa due secondi della mia musica nella sua, o incolla un pezzo di una mia foto in un suo collage – perfino se poi ne fa un uso commerciale.

Per un motivo assai egoistico: io lo faccio di continuo, lo facciamo tutti – e chi non lo fa ancora, lo farà prestissimo. Viviamo in una cultura del remix, e molti dei migliori prodotti culturali degli ultimi anni sono fatti utilizzando anche materiale preesistente – da Grandmaster Flash a Michael Moore, da Marco Paolini a Gunther von Hagens. Questa non è una moda passeggera: è una fortissima tensione culturale, con solide radici (per esempio nella storia dei mass media) e un futuro assai brillante: il montaggio video casalingo in qualità broadcast si va diffondendo sempre di più, e la prima generazione di Internet babies (quelli che non ricordano la prima ricerca su Google, come noi non ricordiamo la prima telefonata) sta raggiungendo la maggiore età.

MI è sempre piaciuta molto la frase di Lawrence Lessig (uno degli inventori di Creative commons): “Il passato cerca di impedire al futuro di succedere”. Se sei uno smanettone musicale del 2009, tu rippi, campioni, remixi, masterizzi, posti, condividi, scambi, ricampioni, copi e incolli con ardore, lo stesso che avevano i Beatles quando hanno scritto Love me do. Ecco, io credo che questi manufatti digitali (che sono il prodotto simbolo della nostra cultura contemporanea) dovrebbero avere le stesse chance che hanno avuto, ai loro tempi, quelli di Lennon e McCartney.

Ecco come mai la mia musica, se usata in frammenti insieme ad altro, è SA e basta: se la usi così com’è devi pagare. Ma se mi campioni, voglio solo essere citato, e che tu estenda la stessa licenza al tuo pezzo; poi puoi anche usarlo a fini commerciali. Anzi dovresti: l’alternativa è che te lo tieni nel computer e lo fai ascoltare agli amici. Mentre una regola d’oro della vita è che “What goes around, comes around” (quello che va, poi torna). E più va, più poi torna – per tutti.

Tanti Auguri di Buone Feste e Felice 2009

h1 martedì, dicembre 23rd, 2008

Out of Print e la censura d’opera

h1 martedì, dicembre 23rd, 2008

da Punto Informatico.

Out of Print di Alessandro Bottoni
Siamo nel Settembre del 2048. La Signora Pina è una piacevole quarantenne che ha un figlio di circa 12 anni, Roberto. Tra poche settimane, Roberto farà la prima comunione e Pina vorrebbe regalargli una copia della Sacra Bibbia. Pina proviene da una famiglia cattolica e coltiva essa stessa un forte interesse per gli aspetti religiosi dell’esistenza, per cui spera che anche suo figlio si interessi alle Scritture.

Pina esce un’ora prima dal lavoro, imposta sul sistema di guida automatico della sua auto un indirizzo del centro e si lascia trasportare attraverso il traffico impazzito fino al più grosso negozio delle Edizioni Paoline della città. Dopo un altro quarto d’ora di cammino (il parcheggio più vicino si trova in un altro comune della provincia…), supera finalmente le porte automatiche del negozio. Immediatamente, il rilevatore RFID della cassa del negozio analizza il contenuto della sua borsa, il credito residuo del suo portafogli digitale e gli abiti che Pina indossa. Utilizzando questi dati, crea un profilo delle sue preferenze e gli presenta alcune pubblicità personali usando un display OLED. Dal movimento dei suoi occhi, e dal credito residuo del suo portafogli digitale, la cassa del negozio capisce cosa Pina cerca e cosa può effettivamente permettersi. Alla fine, la cassa decide che l’unica pubblicità che può interessare Pina è quella di un paio di ciabatte rosa a pelo lungo in offerta a 599 Euro (c’è stata un po’ di inflazione nel frattempo…).

Pina scaccia quell’assurda pubblicità con un gesto della mano e avvicina il commesso. Un ragazzone alto e carismatico che veste in modo troppo giovanile.
“Scusi… Scusi!”
“Si? Dica pure! Come posso aiutarla?”
“Sto cercando una Bibbia. Sa, mio figlio fa la prima comunione…”
Il commesso cala su di lei uno sguardo di compatimento che sfiora il disprezzo.
“Ma, Signora mia, la Bibbia è fuori stampa da anni ormai…”
“Come sarebbe a dire che è fuori stampa?!”
“Si, è fuori stampa. Non la pubblicano più da almeno quattro o cinque anni.”
“Non la stampano più?!”
“Si, non c’era più richiesta… sa com’è: con tutte queste nuove religioni… Al giorno d’oggi l’attenzione del pubblico è orientata verso altre cose…”
“Scusi, ma a me cosa me ne dovrebbe fregare degli orientamenti di mercato del cosiddetto pubblico. Sto cercando una Bibbia. Ha presente una Bibbia? Quel grosso libro rettangolare… la base stessa della Religione Cristiana, le Sacre Scritture… Ha presente?”
“Si, certo, ce l’ho presente. Ne ho avuta una anch’io da bambino. C’ho dipinto sopra i Pokemon per anni.”
“Ecco, bravo! Allora, me ne può procurare una?”
“No, signora, mi dispiace. Come le ho detto, non viene più stampata da anni.”
“D’accordo, ma almeno ci sarà la versione digitale, su file. Non è così?”
“No, purtroppo, non è disponibile nemmeno quella.”
“Come sarebbe a dire che non c’è neanche la versione digitale?! Quella mica costa dei soldi a stamparla e distribuirla!”
“Si ma il detentore dei diritti ha deciso di non distribuirla in questo modo. Se non ricordo male, non erano soddisfatti del livello di sicurezza offerta dal sistema DRM.”
“Prego?!”
“Sì, sembra che una volta rilasciata come file, chiunque avrebbe potuto facilmente copiarla e redistribuirla. E così il detentore dei diritti ha preferito rinunciare.”
“Mi faccia capire: per non guadagnare poco a costo zero ha preferito non guadagnare niente del tutto?! Ma… mi dica un po’: questa stessa persona si è forse anche tagliata l’attrezzo per fare dispetto alla moglie?!”
Il commesso ha un sobbalzo.
“Questo non glielo saprei dire…”
“E poi, scusi, chi diavolo sarebbe questo detentore dei diritti?”
“Una casa editrice inglese…”
“Scusi, ma quei testi mica li ha scritti questa casa editrice inglese…”
“No, certo, ma è comunque questa casa editrice che detiene i diritti.”
“Su dei testi che sono stati scritti almeno 5000 anni fa?!”
“Beh, sa com’è… c’è stata quella delibera della Commissione Europea, in attuazione di quel trattato del WTO…”
“Ed io, in attuazione delle assurde follie della Comunità Europea e del WTO, cosa dovrei fare adesso?”
“Beh, guardi, potremmo cercare un prodotto alternativo. Ecco vede… forse lei non lo sa ma recentemente siamo diventati franchiser della Chiesa di Scientology. Se vuole le posso dare questo pregevole cofanetto con tutte le opere di Ron Hubbard stampate su carta. Carta vera, non roba riciclata.”
Pina lo osserva in silenzio. Il sistema di sorveglianza del negozio rileva un moto improvviso nel diametro delle sue pupille e capisce che sta per colpire violentemente il commesso con la sua borsa. Un minuto dopo il robot di sorveglianza la scorta all’uscita minacciandola con il suo manganello non letale.

LICENZA COPYZERO X v.2.2

DJ legalizzati con una licenza

h1 martedì, dicembre 23rd, 2008

da Punto Informatico.

Roma – Anima e scuote platee di pubblici, li spinge a fruire di musica e alimenta la passione per artisti emergenti e conosciuti: il dj è un ingranaggio fondamentale della catena del valore dell’industria musicale ma la legge sul diritto d’autore ancora non riconosce la sua posizione. E in alcune condizioni non esita a classificarlo come pirata: non può lavorare sul digitale se non con gli originali delle opere che acquista. Ma la strada di un cambiamento è stata imboccata, spiega a Punto Informatico l’avvocato Deborah De Angelis, presidente dell’associazione A-DJ, per conto della quale ha negoziato con la SIAE un sistema di licenze sperimentali ad uso e consumo dei disc jockey che non intendono rinunciare alla legalità.

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BeatBox #67: Groove Asylum

h1 lunedì, dicembre 22nd, 2008

Ultima puntata di BeatBox per il 2008! E siccome siamo in quel periodo dell’anno, ecco nel mix di questa settimana, insieme a dell’ottima house molto deep non poteva mancare un poco di sapore natalizio ..:-)
Buon Ascolto, e ci risentiamo il 5 di gennaio!!

Playlist:
The Godson – City Bar Reopen Live Dancing
Marcel Wave – 27 Holton (Serafin’s Back To New York Re-interpretation)
Bryan Ogden – God Rest Ye Merry Gentlemen
Hacienda/Beanfield – Cycle Beats
Infinity feat. Malik – Back 2 Chicago (R.D. & Doc Link Short Drive Mix)
Dennis Ferrer Feat. K.T. Brooks – Run Free (Sean Mccabe Late Night Dub)
Alex Dimitri South Soul – Africa
Afefe Iku – Mirror Dance [Yoruba Soul Mix]
Djinji Brown – Ancestral Black
Fred Everything – Understand
Sasha Knyazev – Don’t Be Afraid
Fred Everything – Shunjuku Ramen
Julius Papp – Groove Asylum
Sulette – Snitch
Eric Kupper – Silent Night
Lee “Scratch” Perry – Santa Claus

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Clubology: Radio PartyGroove chart 20/12/2008

h1 lunedì, dicembre 22nd, 2008

DATE: 20/12/2008

COMPILED BY: MIRKO PAOLONI & DANILO D’ANDREA

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1.[6] FABIO TOSTI – WE LOVE HOUSE EP (MUSIC PLAN)
2.[7] RASMUS FABER FT. EMILY MCEWAN – ARE YOU READY’ (FARPLANE RECORDS)
3.[8] RALF GUM FT. WUNMI – BROTHER LIKE NO OTHER (GOGO MUSIC)
4.[9] UBERFETT – ELZOOMAH (DEFECTED/D:VISION)
5.[10] HALO & KEMAL FT. MICHELLE WEEKS – COME TOGETHER (PURPLE MUSIC)
6.[11] KING COSMIC – ACID (in my soul) (ELEVATION)
7.[12] MARLON D VS MENA KEYS FT. MAX’C – HOLD ON (MN2S)
8.[13] J0HNNY FIASCO – SUCKER PUNCH EP(1TRAX)
9.[14] DAVID PENN & ROBER GAEZ – WHAT IS HOUSE (DEFECTED)
10.[15] DALEY PADLEY – TIGERSTYLE (1TRAX)
11.[16] DA LATA FEAT. DIABEL CISSOKHO – THIS IS NOT YOUR JOB (PAPA RECORDS)
12.[17] MAURITZIO – NEO E.P. (MUSIC PLAN TRACKS)
13.[18] NICK SUPPLY – FRESH 27 (DIRTY SOUL RECORDS)
14.[19] MOBA SOUND – I CAN’T FEEL NO BETTER (JAVI LOPEZ RMX) (OPEN BAR)
15.[20] MARK GRANT FT.RUSSOUL – IT’S OVER (BLACKSTONE)
16.[21] SHANA – UYANGICHOMELA (GOGO MUSIC)
17.[22] BORN TO FUNK – GET FUNKY (GKF)
18.[23] DJ JEROENSKY AND JORN – MAKE ME GROOVE (PEPPERMINT JAM)
19.[24] ROED SVENSK FT. SIMON GREEN – IF YOU REMAIN (REELGROOVE)
20.[25] MOOD II SWING FT. TARA J – REACH FOR YOU (STRICTLY RHYTHM/D:VISION)
21.[26] FABIO TOSTI FT. MARSHALL JEFFERSON – HOUSE MUSIC (REELGROOVE)
22.[27] KIKO NAVARRO & DJ FUDGE – IDEAL E.P. (PEPPERMINT JAM)
23.[28] GRANT NELSON – THE NEW DAWN EP (NICE ‘N’ RIPE)
24.[29] CATALAN FC & SVEN LOVE FT. JEAN CARPENTER – TENDER LOVE (CHEERS)
25.[30] CHRISTIAN HORNBOSTEL FT. ERIN PERRY – WE LEARNED TO SMILE (HOUSEPACIFIC)
26.[NE] CERRONE – TATOO WOMAN (PURPLE MUSIC)
27.[NE] JUSTIN MICHAEL & PHONIC FUNK FT. MAIYA – TAKE ME TO THE SKY (MN2S)
28.[NE] ROASTED SOUL – REACH OUT (COFFEE N’ CREME)
29.[NE] MARCO SOUNDEE FT. LIL’ FABIO – LEAVING YOU BEHIND (GKF)
30.[NE] BACK TO FUNDEMENTALS BY ROCCO & CLAUDE MONNET – 90’s (SSOH)

In onda sabato & domenica dalle 14 alle 16 su Radio Party Groove
On Air every Saturday & Sunday from 2 p.m to 4 p.m. on Party Groove Radio Station

Info:
mirko@partygroove.it
danilo@partygroove.it
WWW.MYSPACE.COM/CLUBOLOGY

Per conoscere le frequenze e orari di trasmissione di Clubology the house chart visita il sito www.clubology.it

Deep Inside: Radio PartyGroove chart 20/12/2008

h1 lunedì, dicembre 22nd, 2008


DATE: 20/12/2008

SELECTED & MIXED BY: MIRKO PAOLONI

1.[4] GREGORY DEL PIERO FT. BILLY LOVE – MY ONLY LOVE (Island Groove Mix)(DEL)
2.[5] REELSOUL – THE URBAN SOLE PROJECT VOL.2 (SOLE CHANNEL)
3.[6] DA LATA FEAT. DIABEL CISSOKHO – THIS IS NOT YOUR JOB (PAPA RECORDS)
4.[7] LUKAS GREENBERG – THE FLASH (Da Funk’s Lightning Strike Mix) (PLASTIC CITY)
5.[8] DALEY PADLEY – TIGERSTYLE (1TRAX)
6.[9] KAROL XVII & MB VALENCE – DEEP DEEPER DEEPEST (LOCO RECORDS)
7.[10] LEMOS – TSALPATAR (8BIT)
8.[11] SEBO K – DIVA (MOBILEE)
9.[12] MATHEW MULHOLLAND – NYC (616)
10.[13] FIMO – POLLENFLUG E.P. (PROG CITY DEEP)
11.[14] THE CONZEPTICONS – B.I.R.T.H. (INDEEPENDENT)
12.[15] AFEFE IKU – MIRROR DANCE (YORUBA)
13.[16] FRANCK ROGER – HD 3000 (EARTHRUMENTAL MUSIC)
14.[17] DISTANT PEOPLE – JUST SING (FOLIAGE)
15.[18] CHRISTIAN HORNBOSTEL FT. ERIN PERRY – WE LEARNED TO SMILE (HOUSEPACIFIC)
16.[19] BACK TO FUNDEMENTALS BY ROCCO & CLAUDE MONNET – 90′S (SSOH)
17.[20] FUNKY SOLDIERS FT. K ALEXI – DEEP IN CHICAGO (BARCODA)
18.[NE] ELEGIA – STAY LOW (ELEVATION RECORDINGS)
19.[NE] MUSTAFA – AQUI SE FAZ AQUI SE PAGA (STUFF PRODUCTIONS)
20.[NE] MICK VERMA – THE DEEP SOUTH EP (GKF)

In onda sabato & domenica dalle 16 alle 17 su Radio Party Groove
On Air every Saturday & Sunday from 4 p.m to 5 p.m. on Party Groove Radio Station

Info:

mirko@partygroove.it

Web:

WWW.myspace.com/deepinsidechart
www.deepinside.it

P2P, e intanto in Spagna ne difendono la legalità

h1 lunedì, dicembre 22nd, 2008

da Punto Informatico.
Roma – Che la Spagna faccia paese a sé quando si viene a musica e distribuzione online, al file sharing e al peer-to-peer, è cosa nota: ora un gruppo di hacker spagnoli intende dimostrarlo, rivendicando la legalità del ricorso a questo strumento di condivisione della conoscenza, ribadendo che non c’è nulla di male se si scaricano musiche senza intenti commerciali ma al solo scopo di arricchire la propria esistenza. E lo fa scegliendo la strada della battaglia civile: autodenunciandosi.

La prima manifestazione, ma stando alle cronache non è che la prima di una serie, si è svolta per le strade di Madrid, allo scopo di rendere pubblica questa forma di battaglia civile, e di sensibilizzare l’opinione pubblica contro certe campagne che, a detta degli attivisti, dipingono un quadro che non è. A loro parere, infatti, la campagna “Si Eres Legal, Eres Legal” voluta dal ministero della Cultura non solo è falsa, perché non rispecchia la legge spagnola ma è anche inaccettabile, in quanto realizzata con fondi pubblici.

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P2p, le major ci ripensano non perseguiranno i “pirati”

h1 sabato, dicembre 20th, 2008

da Repubblica.it
Svolta nella lunga battaglia che vede la Riia, l’associazione dei discografici Usa, opposta agli “scaricatori” di musica. I singoli utenti non verranno perseguiti legalmente, ma si interverrà sui provider per ridurre la loro banda web. Tra le polemiche.
di ERNESTO ASSANTE

P2p, le major ci ripensano non perseguiranno i "pirati"

NELLA lunga battaglia che vede impegnati da diversi anni l’industria discografica e gli “scaricatori”, i downloaders che usano le reti “peer to peer”, c’è una grande novità: la Riia, la potente associazione dei discografici americani, ha deciso di cambiare strategia e di non perseguire più i singoli “pirati” come aveva fatto fino ad oggi, puntando invece a cercare accordi con gli Internet provider per colpire in maniera diversa chi scarica musica illegalmente.

La strategia dell’attacco legale ai singoli, lanciata qualche anno fa con grandissima enfasi, e tesa a mettere paura ai downloaders, oltre che a colpirne parecchi, si è dimostrata del tutto inefficace, i numeri del peer to peer sono cresciuti, i download illegali sono ancora moltissimi, l’industria discografica continua ad essere in crisi.

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La SIAE non sarà più la sola?

h1 mercoledì, dicembre 17th, 2008

da punto Informatico.

Roma – Garantire la concorrenza tra le società di raccolta dei diritti d’autore, migliorare l’efficienza e la trasparenza della gestione dei compensi: il Senato ha approvatoun ordine del giorno che impegna il governo a reinventare il ruolo e i meccanismi della SIAE. E ad affiancarle delle strutture che possano offrire le stesse prestazioni ai titolari dei diritti.

La SIAE opera in regime di monopolio, detiene l’esclusiva della raccolta e della gestione dei compensi destinati agli autori: a stabilirlo è la legge 633 del 1941, a ribadirlo è la legge 2 del gennaio 2008. Ma non tutti ritengono che l’attuale modello di gestione rappresenti la situazione ottimale per ricompensare autori e industria, per stimolare il mercato della creatività.

Secondo il senatore Alberto Filippi (Lega Nord Padania), promotore dell’Ordine del Giorno, il bilancio 2007 della SIAE “si aggira intorno ai 630 milioni di euro”: se c’è trasparenza riguardo al bilancio, Filippi rivendica altrettanta chiarezza rispetto alla ripartizione dei proventi generati dall’attività di tutela del diritto d’autore e dei diritti connessi. “I criteri di ripartizione dei proventi spettanti ai titolari dei diritti d’autore sono annualmente predeterminati dalla Commissione per la musica interna alla SIAE”, spiega Filippi, ma “nel tempo, sono stati sollevati diversi dubbi circa la ripartizione di questi proventi, che avviene in maniera proporzionale al numero di vendite delle opere degli iscritti, cioè secondo una percentuale calcolata sul loro fatturato e non su una valutazione reale dell’utilizzo delle opere al di là della vendita nei negozi”. A testimoniarlo ci sono le denunce degli artisti, che sovente rinunciano alla tutela dei propri diritti poiché si scontrano con una macchina burocratica animata da dinamiche insondabili.
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