Archive for gennaio, 2006

PI: P2P, discografici all’attacco della RIAA

h1 lunedì, gennaio 30th, 2006

PI: P2P, discografici all’attacco della RIAA
Vancouver (Canada) – La crociata legale e ideologica orchestrata dalla RIAA nei confronti degli utenti che scaricano tracce audio via P2P inizia a mostrare qualche segno di debolezza, almeno considerando la clamorosa presa di posizione di una casa discografica canadese. La Nettwerk Music Group, senza alcuna remora, ha deciso di sostenere le spese legali di una famiglia, una delle tante denunciate dalla Recording Industry Association of America per downloading illegale.
Il signor Greubel dovrà cercare di riparare alle “malefatte” di suo figlio David, colpevole di aver scaricato dal Web 600 tracce audio di artisti famosi. La RIAA ha richiesto un indennizzo di nove mila dollari, scontabili del 50% se la transazione verrà effettuata entro breve tempo.

Terry McBride, CEO di Nettwerk Music Group, dopo essere stato informato sulla questione, ha confermato che non solo sosterrà tutte le spese di un’eventuale causa, ma si occuperà anche del risarcimento nel caso si ottenga una sentenza sfavorevole.

“Denunciare i fan non è una soluzione, ma il problema. Le denunce sono un deterrente per la creatività e la passione, e stanno danneggiando il business che amo. Le azioni della RIAA non fanno gli interessi dei miei artisti”, ha spiegato McBride. Già, perché fra le canzoni scaricate vi sarebbero alcuni clienti della major canadese, come Avril Lavigne e MC Lars – un rapper paladino del P2P. Quest’ultimo, mesi fa aveva ricevuto la lettera disperata di Elisa, la piccola quindicenne di casa Greubel. “La mia famiglia è una delle tante che la RIAA ha deciso di denunciare. Non si scherza. Non si può lottare con loro, potrebbe costare milioni di dollari. Non dico che è giusto scaricare la musica così ma il business delle denunce è certamente oltraggioso”, si leggeva nel testo.
Da anni la RIAA ha avviato la sua campagna legale, tirando in ballo quasi 16mila utenti negli USA, a suo dire responsabili di elusione dei diritti di copyright. Le associazioni di consumatori hanno ormai iniziato a serrare i ranghi e ad organizzare raccolte di fondi per sostenere gli accusati. Fra i vari casi hanno creato attenzione quello di Patti Santangelo e Cecilia Gonzales, due mamme alla gogna per “pirateria multimediale”.

“Dal 2003 la RIAA ha continuato ad approfittare del sistema legale per estorcere contanti a persone comuni. Facendo così ha abusato della legge sul copyright trasformando ciò che dovrebbe essere considerato uno scudo, in una spada”, ha dichiarato l’avvocato Lee Mudd Jr, dello studio legale Mudd che si occupa del caso Greubel.

Dario d’Elia

Just Groovin’, Groove Junkies

h1 martedì, gennaio 24th, 2006

Just Groovin

Just Groovin’
Groove Junkies feat. Solara
Label: Om Records

1. Just Groovin’ – Main Room Madness Mix
2. Just Groovin’ – Classic Roots Mix
3. Just Groovin’ – Deep Down Og Mix

Un altra piccola perla dalla OM Records, EP dei Groove Junkies fresco di uscita, secondo nell’ ultima chart di ritmo radio:
grande track di soulful house cantata da una bella voce femminile in 3 differenti versioni, la prima da dancefloor e molto funky e le altre due più da aperitivo in cui si inserisce anche un flauto a duettare con il sax, vagamente latina la classic roots mix e logicamente deephouse la deep down Og mix. Da non perdere!

Ritmo: Radio show: 2006-01-17

h1 martedì, gennaio 24th, 2006

L’ultimo mix di Leo Moran da ritmoradio, con ospite DJ Oji nella seconda ora.
Prima parte:

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Seconda parte con ospite:
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Check This Out EP, Miguel Migs

h1 martedì, gennaio 24th, 2006

Check This Out EP

Bellissimo!

Check This Out EP

Miguel Migs
Label: Salted Music / Om Records

1.Life And Music
2.Life And Music (Mig’s Salted Dub-A-Tech Mix)
3.Check This Out
4.Check This Out (Mig’s Funky Breaks Mix)

Uscito alla fine dell’anno scorso, 4 tracce una più bella dell’altra!
Miguel Migs si mette in proprio con la Salted Music e sforna un grande EP:
non male “Life And Music” in entrambe le versioni (io per ora ho però suonato più la prima), con un bel giro di basso ma forse un poco monotona;
molto groovy “Check This Out”, soprattutto nella versione funky breaks, la mia favorita, già comparsa nei mix di Fullone su RMC2, e usatissima da Mirko Paoloni di Party Groove. Anche qui bel giro di basso, azzeccatissimo il campione di voce molto hiphop e una tastierina che ti si incolla in testa!

Ritmo Radio Chart

h1 lunedì, gennaio 23rd, 2006

1. Colette – Didn’t mean to turn you on (Chuck Love rmx) (Om Records)
2. Groove Junkies – Just Groovin (Om Records)
3. Danny Clark ft Lisa Abbott – Honesty (Soulfunk digital)
4. Cue Kids – Deep n Mellow (Peng)
5. Black Jazz Consortium – Summer Love (Next Dimension Music)

Il governo inglese approva la Digital DJ Licence..

h1 giovedì, gennaio 19th, 2006

Leo Mussini – CityFM
Il 1 Gennaio 2006 sarà ricordato per molto tempo dagli amanti della musica in vinile, in questa data il governo inglese insieme alle società che tutelano il diritto d’autore nel Regno Unito hanno posto fine alla eterna questione riguardante le copie private prodotte da supporti originali, legalizzandone l’utilizzo ai professionisti nelle loro esibizioni notturne.

Per la prima volta nella storia della musica l’associazione degli autori musicali autorizza i DJ a copiare i propri dischi su un computer o un lettore digitale per evitare di portarli con sé durante le esibizioni nei locali permettendone una migliore conservazione e permettendo più versibilità al lavoro manuale dei Djs.

Il provvedimento, al di là delle controversie intrinseche, colma una lacuna in materia dal momento che – fino al 31 dicembre 2005 – copiare file musicali su un computer era considerata tecnicamente una pratica fuorilegge.

La novità proviene dalla Phonographic Performance Limited, società che rappresenta tremila case discografiche britanniche e 30.000 artisti e che in loro nome raccoglie e distribuisce proventi derivanti dalle esecuzioni in pubblico delle opere protette. Da notare che alla attività della PPL si affianca in Gran Bretagna quella della PRS (la nostra SIAE italiana) e della sua “alleata” MCPS.

A fronte del pagamento di 235 sterline (l’equivalente di 455 euro) la PPL offre per dodici mesi la possibilità di poter copiare su PC e diffondere durante le serate in discoteca il materiale audio derivante da acquisti in Rete o dai tradizionali dischi in vinile e CD restando nella legalità. Le tracce che si possono da ora trasferire sul proprio hard disc sono 20.000, con l’ulteriore concessione di poter tenere un back-up del DJ Database su un altro hard disc a parte.

Le reazioni a caldo degli addetti ai lavori d’oltremanica sono di perplessità per l’ulteriore carico economico dovuto. La Digital DJ Licence va corrisposta in prima persona dai DJ – tutti i DJ compresi i semi-professionisti e quelli che suonano a una festa all’anno – e si va ad aggiungere ai non pochi permessi cui sono sottoposti i gestori dei locali per diffondere in pubblico opere registrate.

Sembrerebbe una soluzione che viene incontro alle tendenze dei DJ che, sempre di più, preferiscono la comodità di lettori digitali alla pesantezza di borse ricolme di pesante ma eterno vinile.

In prima persona il direttore dell’organizzazione ha infine assicurato clemenza nei prossimi mesi, in attesa che tutti i DJ sudditi della regina Elisabetta vengano a conoscenza del bando.

La Digital DJ Licence offre lo spunto per un confronto con la nostra realtà.In Italia la SIAE, che a differenza di quanto accade nel Regno Unito è l’unica organizzazione autorizzata dalla legge a raccogliere compensi in materia di diritto d’autore, prevede regole indirizzate a privati, gestori dei locali, fabbricanti, importatori, distributori e duplicatori di supporti fonografici.

I DJ non rientrano in nessuna di queste categorie, non sono assimilabili a persone fisiche perché la copia effettuata sul proprio computer non è da considerarsi per uso personale (dal momento che in discoteca il DJ non utilizza il proprio computer di casa PC), né sono assimilabili ai gestori dei locali o quant’altro. L’unico punto che li riguarda e li riconosce come Disc Jockey è l’obbligo di compilare ancora con carta e penna…il cosiddetto Programma Musicale in qualità di “Direttore delle esecuzioni musicali” in occasione delle performances.
Al di là della discutibilità dell’aspetto economico, la Digital DJ Licence britannica può fare da apripista a una regolamentazione della materia anche in Italia, una disciplina necessaria, che faccia luce sull’argomento e che anche da noi si metta al passo con le nuove tecnologie, tutelando autori, collezionisti e qualità musicale nei locali a discapito di una gestione legislativa odierna a macchia di leopardo e spesso “fai da te”.

Personalmente mi auspico che questa licenza possa presto raccogliere consensi anche in Italia, trasferendo importanti risorse alla vigilanza di ambiti musicali più importanti e rilevanti come il calo costante delle vendite, l’impoverimento continuo degli artisti, la vendita illegale dei supporti non originali e all’ammodernamento della posizione del DJ nel mondo del lavoro.

(Leo Mussini “nei secoli fedele al vinile!”)